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LA TRAMA

Il pomeriggio se ne va, il tramonto si avvicina. Un momento stupendo, il sole sta andando via (a letto).
È già sera, tutto è finito.

(Nadia Nencioni)

 

Questo è un articolo che non doveva essere scritto.
Non lo voleva chi lo ha battuto a macchina, stufo di inseguire i fantasmi di un mestiere che alla lunga lo ha logorato.
Non lo voleva chi lo ha pubblicato, perché non parla di una storia "da copertina".
Non lo volete voi, che domandate solo il sangue, la violenza, lo spettacolo.
Non lo volevano i protagonisti, perché sono tra i pochi, in questo Paese, a non voler parlare agli sciacalli.
Ma lo sciacallo stavolta è rimasto nella tana. E questo articolo stavolta è stato scritto.

(Antonio Castellani)

 

Questo romanzo non doveva essere scritto. Qualcuno lo ha fatto. Perché da quindici anni è rimasto, più o meno consapevolmente, tra le pieghe della mente degli autori. E poi perché bisogna sempre scrivere quando ci sono di mezzo la Storia e la storia. Soprattutto se si mescolano tra loro, a cavallo tra caso, sorte e volontà.

 

Roma, novembre 1988. Dopo una serata passata nel locale della sua gioventù, Antonio Castellani si ritrova alle prese con la domanda che non si è mai fatto: chi è Antonio Castellani? Per rispondere comincia un turbolento viaggio nei ricordi, tra i giovanili entusiasmi del '68 e i dubbi dolorosi del '77. In attesa di un futuro che immagina felice, insieme a Maddalena e al giornalismo, le sue passioni di sempre. Non può sapere di essere destinato ad un amore impossibile e ad un'inchiesta proibitiva sui misteri e sui marciumi d'Italia, che lo condurrà faccia a faccia con...

Febbraio 1992. Mentre la Prima Repubblica inizia a scricchiolare sotto i colpi di Tangentopoli, a Gazzolino, piccolo paese del Nordest, un gruppo di ragazzi sogna il grande cambiamento ed inizia a giocare seriamente alla vita, tra passioni politiche, amori malinconici e amicizie travolgenti. E nel frattempo le stragi insanguinano l'Italia.

 

Un romanzo di storie intrecciate, che sorgono limpide ed entusiasmanti al mattino, ma tramontano fosche e angoscianti alla sera. Quando tutto, ormai, è finito.

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