I Signori della Cenere - Assaggi - Andate e affamate

 


Cap 28, pp. 222-3

Alpi austriache, fine 2007


- In una fase in cui governi alla canna del gas avranno privatizzato tutto, essi non saranno più in grado di difendersi dagli eserciti di disperati armati fino ai denti. Sarà a quel punto che ci faremo avanti noi. Noi che naturalmente disporremo di eserciti di mercenari molto più armati dei disperati, e molto più feroci. Si avvererà il nostro eterno sogno, quello primigenio, quello da sempre tenuto nascosto, anche fra di noi: li potremo massacrare tutti quanti, impunemente. Per questo verremo persino ringraziati. Ripristineremo la pace in nome della rinascita economica. E allora sì che diventeremo realmente invincibili, e il nostro regno potrà durare incrollabile. Nei secoli dei secoli.

Dopo quelle parole, un fulmine accecante abbatté la sua furia molto vicino a Golconda. Il volto di Seller fu illuminato a giorno, uscendo dalla penombra che lo aveva avvolto sino a quell’istante. Così tutti poterono scorgere il ghigno che ne stava deformando le mille rughe del volto.

Seguì un tuono terrificante, la cui eco rimbombò scemando fino a lasciare posto a un silenzio piovoso che parve a tutti eterno, come le prospettive avanzate da Seller. Nessuno, per istanti che sembrarono infiniti, mosse un solo muscolo. Nessuno, durante quella specie di cortocircuito temporale, ebbe il coraggio di distogliere gli occhi dallo sguardo luciferino di Seller, per incrociare quello del vicino. Nessuno, bloccato in quello spasmo, fu in grado di dire se anche gli altri la stavano pensando allo stesso modo. Nessuno poté capire se anche gli altri trovavano l’idea di Seller scintillante come l’oro puro a ventiquattro carati.

Poi, di colpo, si udì un rumore secco. Poi un altro, e un altro ancora, in rapida successione. L’incanto svanì, e tutti poterono finalmente muoversi, voltandosi in direzione di quel battito. Giungeva dal russo. Stava applaudendo. Come ipnotizzati da quel gesto, anche gli altri, senza proferire parola, iniziarono a fare lo stesso. L’applauso si alzò prima piano, poi sempre più forte, fino a trasformarsi in uno scroscio impetuoso, che rimbombò cupo sulle pareti della sala dei ricevimenti del barone Hohenstaufen.

Anche questa volta fu lo scatto fulmineo del braccio di Seller a ripristinare il silenzio più assoluto, come la bacchetta di un direttore d’orchestra può zittire di colpo un’intera schiera di ottoni. Quindi il vecchio puntò il suo bastone argentato verso la sessantina di occhi che lo stavano fissando, brandendolo come una spada.

- Entro il 2015. Questo è il termine che vi do per scatenare questa guerra.

Nessuno osò nemmeno pensare di opporsi a quella scadenza, benché a tutti apparisse tragicamente imminente.

- Nel frattempo, andate e affamate.

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